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Flauto, Flauto dolce e traversiere
musica antica e contemporanea

“Senza musica, la vita sarebbe un errore” (F. Nietsche da Crepuscolo degli idoli)

Omaggio a Nino Rota

Nino Rota (1911-1979) Trio per flauto, violino e pianoforte (1958) Allegro ma non troppo Andante sostenuto Allegro vivace con spirito César Cui (1835-1918) Cinque pezzi opus 56 per flauto, violino e pianoforte Badinage Berceuse Scherzino Nocturne Waltz Jacques Ibert (1890-1962) Deux interludes Andante espressivo-Allegro vivo Nino Rota Sonata per viola e pianoforte (1934-35/1970) Rocco Abate (1950) Rotafantasy (2002) Tommaso Rossi, flauto Francesco Solombrino, violino e viola Costantino Catena, pianoforte Nino Rota ha particolarmente utilizzato, nell’ambito della sua produzione cameristica, il timbro del flauto e della viola, dedicando a questi strumenti numerose composizioni. La produzione di Rota, così svincolata da ogni legame con l’attualità del XX secolo, ricorda, utilizzando un paradosso, quella dei musicisti del XVIII secolo, veri e propri artigiani, continuamente operosi, e stupisce osservare la sua musica scritta in uno stile piacevole e classico a paragone del tellurico evolversi delle avanguardie sonore del secolo nel quale è vissuto. Tuttavia Rota sta tutto in questa sua visione eufonica e nello stesso tempo formalmente ineccepibile della sua scrittura. Uno stile, quello di Rota, che certo non rinuncia alla complessità della forma, come nella Sonata per viola, dove la scrittura appare abilmente strutturata senza interruzione di continuità tra un movimento e l’altro, o nel Trio per flauto, violino e viola in cui spicca la capacità di gestire la forma attraverso il contrasto tra sezioni fortemente ritmiche e ampie zone melodiche. Accanto alle due composizioni di Rota verrà eseguita in chiusura la splendida minisuite del compositore calabrese Rocco Abate, nativo di Oriolo (CS) e docente di composizione presso il Conservatorio di Milano. Qui i famosi temi dei film musicati da Rota (Rocco e i suoi fratelli, La dolce vita, Amarcord, Il Padrino, etc.) sono accostati senza soluzione di continuità, attraverso sottili quanto ironici procedimenti di trasformazione sotto il profilo ritmico, armonico e melodico. Completano il programma due pezzi di Jacques Ibert, raffinato compositore francese, anch’egli particolarmente prolifico nella composizione di musica da film, e di Cèsar Cui, compositore russo del XIX secolo.