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Flauto, Flauto dolce e traversiere
musica antica e contemporanea

“Senza musica, la vita sarebbe un errore” (F. Nietsche da Crepuscolo degli idoli)

RECORDARI

Recordari come “ricordo”, ovvero memoria, ma anche come recorder, la parola inglese con cui si designa il flauto dolce, protagonista di questo progetto che prevede anche la commissione di nuove musiche per questo strumento. Il programma è aperto dalla Sonata in si minore BWV 1030 di Bach, eseguita in questa occasione in una inedita versione per flauto “moderna” e pianoforte “preparato”. Un capolavoro assoluta della musica per flauto, un “luogo della memoria”, indica la strada di questo progetto, caratterizzato dalal presenza di musiche nuove quli Amarilli di Alessandra Bellino, ispirato a una composizione del fiammingo Jacob Van Eyck, a sua volta derivata dal famoso tema di Giulio Caccini. In Amarilli di Alessandra Bellino , il flauto è chiaramente allusivo del canto, il pianoforte del liuto. I due strumenti, in una comune gestualità espressiva, intercettano le linee dell’antica melodia spezzandola in più parti, ricomponendola nel loro procedere, slanciandosi insieme, inseguendosi lungo traiettorie comuni, facendo vibrare le stesse corde dalle quali riverberano suoni, echi e sospiri di un amore ardente e appassionato. Il concerto presenta in prima esecuzione Cinque disegni da bambini di Claudio Lugo per flauto e clavicembalo e Crossfade di Alessandro Solbiati, dedicati a Tommaso Rossi e Ciro Longobardi. In Crossfade Alessandro Solbiati ha immaginato due "anime" in cui specchiarsi, mediate dagli schumanniani Florestano ed Eusebio. La prima (A), mutevole e veloce, è costituita dalla successione incalzante di brevissime situazioni musicali (ciascuna dura in media 5-6") che ricorrono, ogni volta variate e sviluppate come in un flusso di coscienza. La seconda (B), lenta e più stabile, rivela attraverso i mille timbri possibili dei due strumenti, gli aspetti di volta in volta oscuri, o dolci o sognanti della psiche e della fantasia.
La composizione di Claudio Lugo, invece, comprende cinque bozzetti musicali ognuno dei quali è dedicato a una differente taglia di flauto dolce, con accompagnamento di clavicembalo a un manuale di tipo ‘italiano’.
Il riferimento a un’ipotetica collezione di disegni infantili non è da intendersi come ‘musica a programma’ ispirata impressivamente a reali documenti ritrovati di una creatività grafica infantile, bensì un tentativo di trascrizione in forme musicali delle modalità che, nella memoria dell’autore, hanno condotto i primi segni tracciati a rapportarsi intuitivamente allo spazio fisico del foglio. Potremmo considerare il procedimento come un esercizio di regressione ‘controllata’ nel far riemergere dalla memoria la sensazione fisica della mano che scopre la matita, il pastello, la penna e l’attrito delle punte scriventi sulla carta del quaderno, del diario, del libro, o anche su varie superfici non convenzionali quali il banco, la sedia, la gamba, la mano, il tessuto della camicia propria o altrui. Così, per meglio chiarire, si possono citare alcuni sottotitoli ai vari numeri della collezione: “tratteggio ossessivo ma leggero, con forme geometriche”, “traccia di figura, oltremodo ornata”, “foglio a quadretti, irregolarmente ombreggiato”, “desiderio di prospettiva; irrealizzato” e così via. La strategia, se si vuole utopica, è di rivivere quella innata spregiudicatezza che anima le creazioni del pensiero infantile giocata, pur tuttavia, nel territorio di tecniche compositive consapevolmente mature che non sfuggono al gioco con le convenzioni musicali dell’epoca di elezione degli strumenti impiegati, il Barocco. Al Barocco di ispira l’Homage a Rameau di Claude Debussy, ideale preambolo della Sonata in do maggiore HWV 235 di Händel, che del Barocco è una delle figure di assoluto rilievo.