26/02/2014 E' on-line il mio nuovo sito!

annuncio

Flauto, Flauto dolce e traversiere
musica antica e contemporanea

“Senza musica, la vita sarebbe un errore” (F. Nietsche da Crepuscolo degli idoli)

Bravade ovvero delle Metamorfosi su Radio3 Suite

Alle ore 22.20 martedì 10 gennaio verrà presentato il cd Bravade o delle Metamorfosi con musiche di Alessandra Bellino e Jacob Van Eyck. 
;
Contemporanei, tra passato e futuro.
di Tommaso Rossi ;

Se vi foste trovati a Utrecht dopo il 1625 avreste potuto facilmente imbattervi, nei giardini della cattedrale, nei suoni prodotti dal flauto di Jacob Van Eyck, musicista di grande ingegno e di nobile origine, cieco dalla nascita, che allietava costantemente i suoi concittadini con delle variazioni sulle più famose melodie dell’epoca, poi raccolte in una fortunata opera, Der Fluyten Lust-hof (Il giardino di delizie del flauto), dedicata all'importante statista olandese Constantijn Huygens. Edizioni di questo sua opera vennero pubblicate nel 1644, 1646, 1649, 1654, e 1656.
Van Eyck era anche il virtuoso suonatore di campane della stessa cattedrale, un uomo di vasta cultura scientifica e grande esperto di acustica, come attestano le testimonianze di insigni scienziati come Cartesio e Isaac Beeckman.
La musica di Van Eyck nasce dunque da famose melodie dell’epoca, e le trasforma, attraverso la prassi della diminuzione, e della variazione improvvisata, dando vita a una vera e propria metamorfosi in musica. È questa la chiave che ci ha spinto a mettere in relazione musiche antiche e nuove per flauto dolce, uno strumento che si conferma, nella musica di Alessandra Bellino, ancora ricchissimo di sonorità da scoprire, di anfratti poetici da visitare e raccontare, flessibile nell’aderire al mutare e al fluttuare della coscienza. Il mito è il grande protagonista di questo lavoro in cui la musica di Alessandra dialoga da un lato con il compositore del XVII secolo, dall’altra con qualcosa di ancora più antico e – direi – ancestrale : il suono della natura che attraverso il flauto diviene musica, linguaggio e quindi interpretazione della realtà.
Se, da un lato, tre brani di Alessandra Bellino traggono direttamente spunto da corrispondenti composizioni di Van Eyck e ne sono, per così dire, una loro “variazione” o “metamorfosi” moderna, dall’altro le composizioni che non hanno un diretto rapporto con la musica di Van Eyck sono ispirate a tre diverse situazioni “teatrali”, in cui è presente una forte componente dialettica. Il dialogo-duello tra Apollo e Marsia è la base dell’ispirazione del duo tra flauto e violino, mentre La voce di Orfeo racconta, attraverso il confronto tra il flauto e l’arpa, la presa di coscienza di Orfeo del suo canto. Infine in Lasso vo io… , che si riferisce all’esperienza poetica ed umana del poeta Jacopo Sannazaro, il dialogo è quello interiore, in cui la memoria e il suo raccontarsi giocano un ruolo determinante, anche in relazione al luogo-mito di origine del poeta, la sua amata Napoli.
Vorrei ringraziare Alessandra Bellino per essere stata capace di dare forma musicale a un viaggio lungo e avventuroso, portato avanti con grande coerenza e impegno, nel quale, senza mai rinunciare in nessun modo alla voglia di sperimentare, abbiamo cercato di tracciare nuovi sentieri tra passato e futuro.