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Flauto, Flauto dolce e traversiere
musica antica e contemporanea

“Senza musica, la vita sarebbe un errore” (F. Nietsche da Crepuscolo degli idoli)

RECORDARI

29 Aprile 2016
Riot Studio, Via San Biagio dei Librai 39


RECORDARI
Tommaso Rossi flauto dolce e flauto traverso,
Ciro Longobardi, pianoforte

Giacinto Scelsi (1905-1988)
Krishna e Rada
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Sonata in si minore BWV 1030
Andante-Largo-Presto
Alessandra Bellino
Amarilli mia bella variazione-invenzione per flauto in DO e pianoforte sul tema omonimo di G. Caccini dal "Der Fluyten Lust-hof" di Jacob van Eyck (2014, prima esecuzione assoluta)
Jacob Van Eyck
Amarilli mia bella
Carlo Boccadoro
Il vento nelle grondaie (2016, prima esecuzione assoluta)
Claude Debussy (1862-1918)
Hommage a Rameau
Jacob Van Eyck (1590-1657)
Bravade
Alessandra Bellino
Bravade variazione-invenzione per flauto in do amplificato e riverberato sull'omonimo tema dal "Der Fluyten Lust-hof" di Jacob van Eyck (2016, prima esecuzione assoluta)
Francis Poulenc (1899-1963)
Sonata per flauto e pianoforte
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Ingresso riservato ai soci
Contributo concerto 5 euro
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Venerdì 29 aprile alle 21.00 al Riot Studio di Napoli con il concerto Recordari nuovo appuntamento della III edizione di Dissonanzen al Riot Studio. Sul palco Ciro Longobardi e Tommaso Rossi per un’esecuzione che spazia la musica antica e quella contemporanea, con l’esecuzione di ben tre prime assolute, Il vento nelle grondaie di Carlo Boccadoro, per flauto dolce tenore, dedicato a Tommaso Rossi, dall’andamento quasi improvvisato, da antica ballata cinquecentesca e Bravade e Amarilli mia bella di Alessandra Bellino per flauto e pianoforte. I brani della Bellino sono ispirati a due composizioni di Jacob Van Eyck, organista e flautista olandese della metà del ‘600, e rappresentano una sorta di rielaborazione onirica, all’insegna del divertissement nel caso di Bravade, e di appassionato riecheggiare nel caso di Amarilli.
Recordari come “ricordo”, ovvero memoria, ma anche come recorder, la parola inglese con cui si designa il flauto dolce, protagonista di questo progetto che prevede anche la commissione di nuove musiche per questo strumento. Il programma è aperto da Krishna e Rada di Scelsi e dalla Sonata in si minore BWV 1030 di Bach. Qui il gioco è tra lo stile improvvisativo di Scelsi e il controllo della forma di Bach, polarità che sembrano escludersi ma che alla fine raccontano il comune sentire della appassionata ricerca.
Chiudono il programma i due pezzi “neo-classici” di Debussy (Hommage a Rameau) e di Poulenc (Sonata per flauto e pianoforte), dove la sperimentazione dei due compositori si rivolge alle forme della tradizione “barocca”. Qui la tradizione è vista come punto di riferimento per sfuggire alle contraddizioni del presente, ma anche come nostalgico e utopico mondo perduto.